sabato, novembre 18, 2017
TIciVINO

CHAMPAGNE JACQUESSON

Champagne Jacquesson è una Maison storica in Champagne. Fondata nel 1798 ha ottenuto da subito sempre grandi riconoscimenti a partire dalla medaglia d’oro conferita loro da Napoleone nel 1810 per la bellezza e la ricchezza delle sue cantine in Reims. Oggi la Maison è guidata dai fratelli Chiquet, Laurent e Jean-Hervè che hanno cambiato la gamma dei vini prodotti, esaltando più le singole parcelle che gli assemblaggi. I millesimati che andremo ad assaggiare questa sera, infatti, sono vini che non esistono più. Oggi esistono i millesimati delle singole vigne. ajacquesson 05-15 10 Le prime 3 bottiglie assaggiate fanno parte della serie delle cuvée 700, nate con la vendemmia 2000 (era la 728) dall’assemblaggio delle 3 uve, Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier, provenienti da differenti parcelle e cru. Circa il 70% del vino è costituito dall’ultima vendemmia a cui viene aggiunto circa un 30% di vini di riserva corrispondenti alle due annate precedenti e piccole quantità di annate antecedenti. Queste cuvée sostano sui lieviti 4 anni. Le uve fermentano in legno e vengono affinati in botti di rovere, sui propri lieviti, fino alla primavera successiva alla vendemmia, quando poi, dopo l’assemblaggio dei vini delle diverse parcelle e annate, vengono imbottigliati per ricevere la seconda fermentazione e la presa di spuma. La Maison possiede vigneti in: Avize, Oiry, Aÿ, Dizy, Hautvillers, vale a dire nella Còte des Blancs e Vallée de la Marne in zone grand cru e premier cru. I vini della serata: 738, 736, 735, Millesimato 2002, Millesimato 1996, Avize 2000, Avize 1996.

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La Cuvée 738 nasce dall’assemblaggio del 61% chardonnay, 18% pinot nero e 21% pinot meunier. I 2/3 del vino corrispondono alla vendemmia 2010 e 1/3 di vini di riserva. La sboccatura è di luglio 2014, dosaggio: 2.5 gr/litro, bottiglie prodotte: circa 260 mila. Note di lieviti, di pompelmo rosa fresco, di pesche bianche, di mandorle. La bollicina è ancora leggermente aggressiva, ma piace. l’acidità si fa sentire tutta in bocca, con una sensazione finale leggermente amaricante. Segue la Cuvée 736, base annata 2008, degorgiata a febbraio 2013 con un dosaggio più basso di 1.5 gr/litro. La bollicina qui è più fine, ma ancora pungente. In bocca grande acidità citrica e persistente di agrumi con note di scorze di limoni e aranci canditi. Man mano che il tempo passa, il vino nei calici si scalda a temperatura ambiente e questa cuvée 736 insieme con la 735 diventano sempre più armoniche, espressive, interessanti con un contrasto dolce/amaro in continuo mutamento. Ho citato la Cuvée 735, espressione dell’annata 2007 per i 2/3 circa del vino, degorgiata a giugno 2011. Si presenta con note dolci di datteri, composta di frutta, sensazioni di idrocarburi. La bollicina è pungente e il vino ha un corpo potente, con maggior consistenza, e grassezza e setosità rispetto alle due cuvée precedenti. Anche la 735 si esprime con intense note di agrumi, in particolare di pompelmo rosa e mandorle. È molto persistente con un finale dolce di scorza di agrumi canditi.

ajacquesson 05-15 31Passiamo ai quattro millesimati successivi, incominciando dal millesimato 2002 che nasce dall’assemblaggio di Chardonnay 43%, Pinot Nero 50% e Pinot Meunier 7%. Sboccatura 2010. Con questa bottiglia si entra in un’altra dimensione di gusti e di profumi, che si rivelano più intensi, leggermente più dolci e morbidi, più profondi e più persistenti. Miele di Sulla, fiori di tarassaco, camomilla, prugnette mirabelle. Esplode di mineralità e sapidità. ajacquesson 05-15 18C’è forse più eleganza e raffinatezza rispetto al millesimato 1996 che segue. Pinot nero 57% e Chardonnay 43%. Degiorgiato nel 2007. Questa bottiglia ha un impatto molto minerale con note di cioccolato bianco e leggere sensazioni di tamarindo. Note dolci di miele e sensazioni di tostatura e di caffè. Ancora pietra focaia. È sapido, tanto. È minerale, tanto. È potente e ampio. C’è concentrazione e materia. Passiamo all’Avize 2000, un blanc des blancs da chardonnay 100% Grand Cru di Avize. Sboccatura nel 2007. Si presenta con note di fiori di acacia e miele di corbezzolo, note di lavanda, note di zafferano, sensazione dell’amaretto e note di distillato di mandorle. Il vino alla beva è delicato. Esce molta mineralità e sapidità. È cremoso, rotondo, godereccio con molta piacevolezza. Sensazioni simili, ma più marcate e profonde con l’Avize 1996 che meravigliosamente esplode e ce lo beviamo quasi in silenzio senza commentare troppo.

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11 maggio 2015

 

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