domenica, novembre 19, 2017
TIciVINO

Eccellenti Bordeaux con un buon sapore (cit.)

Degustazione alla cieca di alcune bottiglie rappresentative di Bordeaux, tra le quali, nascosta, un’etichetta italiana, dalla toscana un vino di spessore sullo stile bordolese, appunto. Abbiamo, di proposito, scelto vini con diverse denominazioni, sia della rive droite che della rive gauche, con annate comprese tutte tra il 1998 e il 2002, con un’eccezione (ovviamente ancora da scoprire). Tutti Grand Cru Classé, un unico Premier e un grande, davvero grande, italiano Toscana IGT. Ci siamo divertiti a scoprire ‘l’intruso’ e il Premier Cru Classè e forse ancora di più ad individuare l’unico ‘non classificato’ maturo 37enne! I vini sono stati serviti coperti e in ordine sparso. Bordeaux - marzo 2016 (17)Il primo vino servito è stato Château Pape Clément 1999, Pessac Leognan AOC, Grand Cru classé de Graves classificato nel 1959: è il più antico Chateau di Bordeaux. Nel 2006 ha commemorato la 700esima vendemmia. Trenta ettari piantati a Cabernet Sauvignon e Merlot con una produzione annua di circa 80mila bottiglie. Il 1999 è costituito da ⅔ di Cabernet Sauvignon e ⅓ di Merlot vinificati e affinati in legno per 18 mesi. Nel bicchiere si è subito presentato dal colore brillante, vivo, con un naso molto intenso e aperto a note di peperone, spezie, chiodo di garofano, caffè, leggere note balsamiche, erbette officinali, salvia, rosmarino, molto cuoio e tipiche note animali, poi ancora cassis e leggera tostatura dolce. Molta sapidità, mineralità e freschezza con un tannino morbido e setoso. Persistente, molto caldo. È il vino che da subito ci è sembrato un grande, aperto, nel suo momento migliore di grande espressione e interpretazione del territorio. Molto piacevole ed entusiasmante. Bordeaux - marzo 2016 (15)Il secondo vino servito è stata la Tenuta di Trinoro 1998, Val d’Orcia, Toscana igt. Assemblaggio di Cabernet Franc 80%, Cabernet Sauvignon 10%, e Petit Verdot 10%. Fermentazione in vasche di cemento e affinamento in barriques francesi nuove al 100%. Nel 1998 sono state prodotte 12’000 bottiglie. Ecco l’intruso, non riconosciuto e da alcuni di noi messo al primo posto della classifica personale di piacevolezza. Colore rubino intenso e denso con riflessi granati. All’olfatto sensazioni floreali e speziate, tamarindo, china, chiodo di garofano, caffè nero, frutta matura, marmellata. In bocca è molto fresco con un finale dolce di confettura. Mineralità e sapidità con tanto estratto. Tra tutti i vini ha dato l’impressione di essere il più giovane, ancora molto vigoroso e muscoloso, ancora con una lunga vita davanti. Bordeaux - marzo 2016 (14)La terza bottiglia servita è stata Château Siran 1979, Margaux AOC. Questo chateau affonda le sue radici nella storia fin nel 15esimo secolo. Si tratta di un cru non classificato, i cui 25 ettari vitati sono suddivisi tra Merlot 45%, Cabernet Sauvignon 40%, Petit Verdot 13%, Cabernet Franc 2%. Appena versato si è presentato molto ‘polveroso’ e chiuso. Per fortuna il vino nel corso della serata, con l’ossigenazione, si è pulito talmente, che da alcuni di noi è stato messo al primo posto della classifica personale di piacevolezza. Al naso è risultato essere elegante e discreto con note di frutta surmatura e intense note mentolate e balsamiche. Un carattere austero, bello, fresco con un tannino asciutto. Da rimarcare che a fine serata, dopo oltre 4 ore di permanenza nel bicchiere, il vino ha incominciato lentamente a cedere evidenziando note leggere di smalto. Ha comunque sorpreso parecchio scoprire un vino di 37 anni di un cru tra l’altro non classificato. Bordeaux - marzo 2016 (13)Il quarto vino ha deluso parecchio: Château Angelus 1999, Saint Emilion AOC, imbevibile (e diciamolo) con aromi e sapori di brodo e fungo vecchio essicato! Bordeaux - marzo 2016 (11)Il quinto vino servito è stato da tutti riconosciuto come un grande: sicuramente ancora molto giovane, si è concesso a noi molto lentamente, all’inizio con note leggermente fruttate e delicate, per poi evolvere, sempre molto delicatamente verso note minerali e balsamiche. Un vino dal carattere austero, fresco, minerale e con un tannino molto presente, che asciuga e che ancora astringe parecchio. Persistente ed elegante, nobile. È Château Margaux 1999, Margaux AOC, premier Grand Cru Classe in 1855. Da uve Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot, Cabernet Franc. Vinificazione in cuves di legno di quercia e affinamento fino a 24 mesi in barriques di quercia. “Château Margaux è un luogo privilegiato, così si legge sul sito del produttore, il cui terroir è il patrimonio genetico dei grandi vini. Senza questa ricchezza non sarebbe possibile ottenere tali vini, insieme con l’infaticabile lavoro e l’ostinazione e l’attenzione e la cura degli uomini che vi si dedicano e vi si sono dedicati per 500 anni, con passione. La tradizione vitivinicola, a Margaux, incomincia verso la metà del 16° secolo, quando Pierre de Lestonnac tra il 1572 e il 1582, ristruttura completamente la proprietà: abbandona la cultura dei cereali e si dedica esclusivamente alla produzione di vino. Alla fine del 17° secolo la proprietà di Château Margaux si estende già sugli attuali 265 ettari, di cui 87 ha consacrati alla vigna. Da allora poco sembra sia cambiato!” Interessante: sul sito internet si trovano informazioni sui millesimi prodotti fino al 1771, primo millesimo bordolese apparso sul catalogo Christie’s nel marzo 1776 con la dicitura: ‘eccellente bordeaux con un buon sapore. Bordeaux - marzo 2016 (10)Il sesto vino è stato Cos d’Estournel 2002, Saint Estèphe AOC, deuxième cru classé du Medoc nel 1855. Proprietà di 91 ettari di cui 64 vitati. Sul sito internet del produttore trovo ancora le informazioni relative alla vendemmia del 2002, che nasce dall’assemblaggio di Cabernet Sauvignon 58%, Merlot 38%, Cabernet Franc 3%, Petit Verdot 1%. Affinamento in barriques nuove nella misura dell’80% per 18 mesi. Viene descritto come un’annata di lunga conservazione da bere tra il 2012 e il 2030. A noi si è presentato con note molto tostate e una sensazione di concentrazione e di dolcezza quasi esagerata. Questa sensazione e diversità rispetto alle altre bottiglie ha fatto pensare alcuni di noi alla bottiglia pirata. In bocca molta freschezza e mineralità. Ancora molta concentrazione di succo. Persistente e astringente. Bordeaux - marzo 2016 (9)L’ultimo vino servito è stato il Grand Vin de Leoville Las Cases 1999, Saint Julien AOC, deuxième cru classé du Medoc nel 1855. Lo Chateau nasce nel 17esimo secolo e si estende su una superficie di più di 90 ettari. È costituito dall’assemblaggio di cabernet sauvignon 80%, merlot 10%, cabernet franc 10%. Anche questa bottiglia ci si è presentata chiusa con note fastidiose di polvere. Con l’ossigenazione si è poi pulito e sono emerse note di cuoio, note vegetali, sensazioni fruttate di mora e dolcezza. In bocca è sapido, minerale, molto fresco con un tannino astringente e molto presente. Ha convinto poco e quasi tutti lo abbiamo un po’ penalizzato.

Davvero una straordinaria degustazione didattica e piacevole al contempo. La compagnia in primo luogo e l’affiatamento tra i degustatori sono state le condizioni determinanti per la riuscita della serata. Questi articoli che scrivo vogliono essere un po’ un diario di ricordi condivisi ‘tra noi’! Ed è anche per questo che pubblico le nostre classifiche riferite esclusivamente alla piacevolezza e al personale gradimento di ogni bottiglia degustata, per la memoria, per ricordare il gioco, per ricordare la serata! Prosit.

V: Siran’79/Margaux’99/PapeClement’99/Trinoro’98/Cosd’Estournel’02/LeovilleLasCases’99

And: Siran’79/Cosd’Estournel’02/PapeClement’99/Margaux’99/LeovilleLasCases’99/Trinoro’98

S: Siran’79/PapeClement’99/Margaux’99/Trinoro’98/Cosd’Estournel’02/LeovilleLasCases’99

A: Trinoro’98/Margaux’99 e PapeClement’99 a parimerito/Cosd’Estournel’02/Siran’79/LeovilleLasCases’99

Re: Trinoro’98/Margaux’99/Siran’79/PapeClement’99/Cosd’Estournel’02/LeovilleLasCases’99

M: Margaux’99/Siran’79/Trinoro’98/Cosd’Estournel’02/PapeClement’99/LeovilleLasCases’99

Ru: PapeClement’99/Cosd’Estournel’02/Margaux’99/Trinoro’98/LeovilleLasCases’99/Siran’79

Prosit,

Vittoria Fagetti

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0 Comments

  1. renato 7 aprile 2016 at 18:36

    Eccoci ad un’ altra serata di grandi emozioni e sorprese, dal “intruso” che ha stupito credo molti di noi, per la sua eleganza ed equilibrio, carattere, insomma ben al altezza degli altri, ad un 79′ non tra i piu considerati, ma meritevole elegante e ancora vigoroso; per finire con la grande delusione del Angelus, completamente ossidato!!( senza dubbio difetto di conservazione) dunque per me è comunque stata una riconferma che questi grandi vini possono riservare sempre e dopo molti anni, grandi e nuove emozioni!! Grazie a tutti Voi e a Vittoria per le esemplari pubblicazioni. Renato

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