venerdì, novembre 24, 2017
TIciVINO

Frère Jacques o Fratello Jacquesson?

Momenti speciali quelli di condivisione di annate eccezionali interpretate da bottiglie eccezionali di alcuni produttori della regione francese dello Champagne che magari ‘fanno vino’ da più di duecento anni! Non sono passati molti mesi dall’ultima degustazione di diverse bottiglie di diverse annate dello Champagne Jacquesson. (qui). Succedeva lo scorso maggio 2015 di ‘approfondire’ la conoscenza, di capire le intenzioni e il lavoro di una casa radicata nel territorio da più di due secoli. Oggi ci riproviamo con alcune bottiglie assolutamente meravigliose che confermano il piacere e la condivisione dello stile, oltre all’apprezzamento dei risultati. Incominciamo la degustazione con l’ultimo nato, la cuvèe 738, chardonnay al 61% con pinot nero al 18% e pinor meunier al 21%, base vendemmia 2010 con una percentuale di vini di riserva del 33%, vinificazione in legno, sboccatura a luglio 2014, dosaggio 2.5 gr/litro: un vino eccezionale di struttura e complessità, con intense note agrumate al naso e al gusto, un vino tagliente con una bollicina ancora aggressiva. Un riassaggio, diciamocelo, dove pochi mesi hanno appena smussato gli spigoli! La cuvée è vibrante, briosa, energica. Passiamo poi ad una bottiglia in formato magnum della cuvèe 734 DT, Dégorgement Tardif, base vendemmia 2006 con sboccatura a ottobre 2014. Si passa da un vino con tre anni di sosta sui lieviti (la 738) ad uno con 7 anni di maturazione sui lieviti. Questa cuvée si rivela floreale e fresca senza alcuna nota di evoluzione o di ossidazione. Note di agrumi canditi, zenzero leggermente piccante e pungente, note affumicate, e una bella sensazione di cremosità. Morbidezza e piacevolezza. Interessante. Ma la vera rivelazione, la vera interpretazione del territorio incomincia da ora, con i prossimi millesimi e tipologie: un millesimato 1997 rosè, degorgiato in autunno 2007: 9 anni di sosta sui lieviti e 9 anni dalla sboccatura. Ci troviamo di fronte ad un vino ancora tutto pieno di forza e vitalità, cremoso, citrico, rotondo, con note di china, arancia rossa, caramelle, sciroppo da granatina, creme caramel, tutte note dolci al naso, e meno corrispondenti in bocca, dove risulta secco, asciutto, abbastanza astringente. Note di resina, di fragolina, di prugne regina Claudia. Segue un altro millesimato, un 1995 DT, dègorgement tardiv a febbraio 2014, non dosato. 19 anni sui lieviti! Le uve sono il Pinot Nero 45% e lo Chardonnay 55%, provengono dalla Grande Vallée de la Marne, dalla Côte des Blancs e dalla Montagne de Reims. Nel 1995, ci racconta la retroetichetta, abbiamo avuto una primavera dolce e piovosa seguita da un’estate piacevolmente fresca e un ritorno di pioggie settembrine. Durante la vendemmia il tempo soleggiato ha portato uve perfettamente mature ed equilibrate. E oggi? Nei calici troviamo un vino pulito, limpido, fresco, tagliente, di una tale complessità e incredibile gioventù. Ma dove sono i 20 anni? Stupore! Note di glicine e di pompelmo fresco, leggera grassezza. Una bollicina ancora molto persistente e finanche aggressiva e pungente. Il vino esplode in bocca. È spumoso, schiumoso, cremoso! Una bella maturità, armonica, equilibrata. Un vino profondo con una sensazione di longevità ancora proiettata su tanti e tanti anni a venire. Segue l’Avize 1996, Grand Cru da uve Chardonnay 100% provenienti da tre parcelle piantate tra il 1962 e il 1983 e vinificate separatamente in piccole botti di quercia. Sboccatura a fine 2005, dosaggio 3.5 gr/litro. Qui si va oltre … oltre lo Champagne, oltre la perfezione, oltre la bontà … complessità, persistenza, perfezione, finezza, con note di erbe officinali, mela cotogna, crema pasticcera, liquirizia, mineralità, sapidità, e ancora e ancora. Terminiamo la degustazione con un millesimato 1990 DT, Dégorgement Tardif a luglio 2008, non dosato, da uve Chardonnay 47%, Pinot Meunier 33% e Pinot Nero 20%. Leggere note di erbe aropmatiche, rosmarino, salvia, con una lieve sensazione di vaniglia. In bocca grande astringenza citrica, esplosione, potenza, lunghezza e profondità. Aromi terziari evoluti e maturi. Un vino meraviglioso!

Prosit,

Vittoria Fagetti

7 dicembre 2015

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