venerdì, novembre 24, 2017
TIciVINO

Ticino doc 2009, un’annata da ricordare!

Rigorosamente con le bottiglie coperte, abbiamo incominciato a degustare una piccola selezione di 16 vini prodotti nell’annata 2009 in Canton Ticino, Svizzera. Tra i degustatori partecipanti vi erano anche alcuni produttori che hanno ricordato brevemente l’andamento dell’annata, da buona a ottima in relazione alle zone di produzione. Abbondante. È emersa una certa diversità di risultati tra il Sottoceneri e il Sopraceneri. La zona più a Nord era stata colpita da piogge autunnali proprio nel periodo della vendemmia. In generale ci si ricorda dei vini del 2009 come vini buoni e con molto corpo, e solo in alcuni casi, con una certa mancanza di freschezza.

Inizia la degustazione. Il primo vino si presenta con note di sottobosco, muschio, terra, minerali, fiori appassiti e leggera tostatura. Al palato è abbastanza fresco, succoso, caldo. Si rivela molto timidamente e lentamente. È piacevole alla beva con un finale elegante e fine intriso di note floreali gentili e dolci. La componente alcolica sembra prevalere. Questo vino mi ha subito colpito favorevolmente e decido di tenerne una piccola quantità nel bicchiere, che vado a riassaggiare nel corso di tutta la serata. Posso dire che questo Vindala 2009, cantina Settemaggio di Monte Carasso, diventa sempre più elegante e complesso. Va ad aprirsi a nuove sensazioni anche di speziatura, tè nero, pepe. Quasi perfetto … se non cedesse un po’ di equilibrio alla freschezza!

Il secondo vino in degustazione è il Culdree 2009, di Enrico Trapletti, che si presenta con note più intense e più cariche di frutta rossa, spezie, cacao e vaniglia. Sento più concentrazione, più intensità, più materia, più frutta, e più presenza di ‘legno’ nuovo. Anche in questo vino prevalgono le sensazioni più morbide, calde e alcoliche e manca anche di più freschezza. Il tannino è vellutato. Il colore rosso è più evoluto. C’è meno complessità e forse un po’ più costruzione. Sembra aver ‘corso’ più in fretta!

Passiamo al terzo vino che si presenta con un naso estremamente floreale, poi ancora parecchio fruttato, speziato con insistenti note di vaniglia. C’è grande finezza. Un vino in continua evoluzione nel bicchiere. Anche in questo vino c’è molta concentrazione di frutto e di polpa. È fresco, ma prevale leggermente la componente alcolica. C’è più dolcezza che lo caratterizza, con note di cassis ed eucaliptus che sono sempre più prevalenti. Il vino è molto ricco di sensazioni olfattive. Si tratta del Riflessi d’Epoca 2009, che colpisce per questa maggior espressione olfattiva.

Col quarto vino si ritorna nel Sopraceneri con il Ronco dei Ciliegi 2009, azienda Mondò di Sementina, che si presenta con note di geranio e frutta rossa matura. Ancora tanto colore e concentrazione. C’è polpa, succo, dolcezza finale e un bel tannino. Fatto molto bene.

Un po’ di delusione per il quinto vino, l’Orizzonte 2009, di Zündel, che si presenta con note di fiori e di erbe aromatiche. In bocca c’è più freschezza rispetto ai vini assaggiati finora, che lo fa sembrare più equilibrato e meno potente. C’è meno materia e il tannino è ancora parecchio astringente e vegetale. Purtroppo perde sul finale con una sensazione asciutta di mandorla amara e una sensazione di durezza e di tannini vegetali che tolgono eleganza.

Il sesto vino è il Sassi Grossi 2009. Tra quelli buoni di questa serata, si presenta con note floreali al naso e una bella sensazione di cassis e di ciliegia matura. In bocca è minerale, abbastanza fresco e più equilibrato. Il finale è asciutto, meno grasso, meno ricco e meno dolce dei vini che assaggiamo questa sera, più persistente e con una marcia in più alla beva rispetto all’olfatto.

La serata prosegue con la degustazione della Riserva S.Matteo Cagiallo 2009. Note di frutta, fiori, spezie, vaniglia, la sensazione di frutta sottospirito si ritrova poi anche alla beva con una componente alcolica evidente. Poco fine, corto, troppo alcolico! Non cambia e non cresce.

Dolcezza di zucchero filato e caramelle da bancarella di Luna Park per l’ottavo vino della serata. Una botta d’alcol! Sembra quasi un vino dolce. Troppo appassimento? C’è qualcosa di strano. Il vino manca di personalità e sembra quasi che si sia voluto salvare la vendemmia in vinificazione concentrando e arricchendo di zuccheri. Escono note eteree, quasi da vino del SudAmerica! Mi spiace molto per questo Rampeda 2009, dei fratelli Meroni di Biasca, assaggiato anche in altre occasioni e in altre annate, non ricordo questo disequilibrio alcolico. In questo vino c’è struttura, ma non sufficiente a supportare tutta quella alcolicità.

Segue il Novi dal Drunpa 2009 di Mauro Ortelli. Appena versato il vino sembra leggermente chiuso, ma poi si lascia a note di frutta rossa, fiori, spezie. In bocca l’attacco è succoso e fresco, intenso e caldo. Non sembra eccessivamente persistente, con un finale dolce e piacevole.

Bella conferma per il Rosso della Piana Cagiallo 2009, cantina San Matteo. Si presenta con un naso intrigante di frutta, fiori, spezie, eucaliptus, note di gesso, sasso, note minerali, radice di liquirizia, sottobosco. Sensazioni olfattive fini e stupende. Anche alla beva si presenta fresco e minerale e non eccede di calore e dolcezza. È tutto in bell’equilibrio e armonia. Finora il vino migliore.

Tra tutti i vini di questa sera, riserve e selezioni, ci è capitato anche un vino ‘base’ che ha dimostrato di non aver tenuto! Si tratta degli Irti Colli 2009, cantina Settemaggio di Monte Carasso. un vino molto evoluto con sensazioni di idrocarburi. In bocca una sensazione di alcolicità e di estrema dolcezza, con note di ossidazione e … oltre!

Emozioni 2009 della cantina Weingartner è il dodicesimo vino. Si presenta al naso con un’abbondanza di note di legno di barriques, tabacco, vaniglia, spezie e dolcezza di cassis. Al palato è quasi cremoso, ricco, ho la sensazione di costruzione. La struttura è molto importante. Il vino è molto caldo. È fatto bene e si fa bere con piacevolezza. Il tessuto è denso e sembra davvero dominato da queste sensazioni boisè e aromatiche del legno. Grande potenziale.

Anche il Lamone 2009 di Sacha Pelossi, è un vino che mi è piaciuto molto tra gli assaggi di questa sera. Note di frutta anche leggermente sottospirito, note dolci, cacao, sensazioni leggere di tostatura. Fresco al palato, con un finale dolce. Il tannino non viene subito percepito, è ben integrato. Un bel vino, non eccessivo, ben equilibrato, con personalità.

Note dolci di caramelle alla frutta e la sensazione di frutta sottospirito per il Rovere 2009 della cantina Monti di Cademario. Troppa dolcezza alla beva. Si ha quasi più la sensazione di superalcolico che di vino rosso! Anche qui ho la sensazione di costruzione. Un vino un po’ troppo marmellatoso e poco armonico che si fatica a bere.

Note boisè, cacao, tabacco, dolcezza, piacevolezza, frutta rossa, complessità. Al palato è potente e succoso, fresco, un grande! Non c’è eccesso di concentrazione. Forse mi sento di dire che c’è un po’ troppa presenza di legno che lo penalizza leggermente … È il Balin 2009 della cantina Visini Kopp von der Krone di Barbengo.

Non siamo stanchi, anzi ancora curiosi e terminiamo con il secicesimo vino. Si tratta del Synthesis 2009 della cantina Cristini di Camorino. Un vino, uno spettacolo, davvero! Fresco, equilibrato, direi quasi armonico, molto succoso, persistente, vellutato.

I vini che ho preferito e che mi hanno emozionato questa sera sono: il Vindala, il Rosso della Piana, il Lamone, il Synthesis.

Come dicevo nell’introduzione di questa bellissima degustazione, e continuando sul discorso di diversità di risultati tra il Sottoceneri e il Sopraceneri, vorrei anche aggiungere che si evince ancora un poco di inesperienza in fatto di vendemmia e vinificazione. Il nostro cantone è ancora ‘giovane’ in materia di vinificazione. In alcuni casi manca una certa ‘continuità’ di risultati. Di fronte al diverso andamento delle annate, i produttori devono cercare di interpretare al meglio le uve raccolte. Cercare di arricchire i vini con la tecnica dell’appassimento e della concentrazione, in annate già palesemente belle e calde, è forse un azzardo e un eccesso.

La degustazione è stata organizzata dagli amici Stefano e Giorgio di Nonsolodivino, che ringrazio sempre di cuore per il coinvolgimento, la libertà di espressione e la possibilità di discussione.

prosit,

Vittoria Fagetti

25 ottobre 2016

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