martedì, ottobre 16, 2018
TIciVINO

VENDEMMIA 2016 – presentazione dell’annata 2016

Il 3 settembre 2018 si è tenuta l’ormai imperdibile appuntamento con i produttori di vino del Ticno che quest’anno ci hanno presentato i loro vini prodotti con le uve raccolte nel 2016.

Incontri, saluti, assaggi veloci e veloci scambi di opinioni, per cercare di capire come e quanto è cresciuto il panorama vitivinicolo del Canton Ticino.

Insieme ai più blasonati e sempre in auge produttori storici, ho incontrato tanti nuovi, piccoli, intraprendenti e coraggiosi produttori, che, anche con una davvero ristretta produzione annua, ci hanno voluto presentare i loro vini. ‘Grandi Piccoli’ come Gabriele Bianchi, Robin Garzoli, Davide Ghidossi, Simone Favino, Matteo Monzeglio, Andrea Silbernagl, Fabio Zanini Giromit.

Due vini che più mi hanno colpito sono stati l’Anfora Vitis 2016 di Robin Garzoli, da uve merlot 100% vinificate in anfora di terracotta e lasciate per oltre 4 mesi in macerazione sulle bucce, e il Rombolau 2016, dello stesso produttore, merlot 100% di cui un 60% vinificato in barrique e il restante 40% vinificato in anfora.

Buoni e con punte di eccellenza anche i vini di Sacha Pelossi, Ettore Biraghi, Enrico Trapletti, Nicola Corti, Klausener, Settemaggio, Gianfranco Chiesa, Rubio, Ferrari, Adrien Stevens, Mauro Ortelli, Giorgio Rossi, Moncucchetto, Kopp von der Krone Visini, Chiericati, Castello di Morcote e mi spiace davvero per tutti gli altri che non sono riuscita ad assaggiare.

Da qualche anno è stato creato uno spazio dove si possono assaggiare  vini di annate precedenti a quella presentata. Tra tulle le circa 50 etichette in degustazione sono stata colpita dall’Amiis 2014, un vino dedicato agli amici prodotto dalla cantina Settemaggio.

Tutti questi graditi assaggi, in un annata che si conferma eccellente, mi hanno fatto pensare e riflettere su quali sono diventati oggi gli obiettivi dei vinificatori Ticinesi.

Il primo obiettivo (raggiunto) è di sicuro la qualità dell’uva, eccellente, un po’ aiutata dall’annata favorevole, e un po’ garantita da tutti i viticoltori attenti a curare la propria vigna secondo i principi di un’agricoltura e una viticoltura il più possibile vicino al biologico.

Il secondo obiettivo (raggiunto) è quello di produrre e valorizzare i vini del territorio. Ho assaggiato molti vini a base di uva Merlot, vinificata sia in rosso che in bianco, e buoni e finanche ottimi risultati con uva Sauvignon Blanc e Viognier e ovviamente Chardonnay. Di anno in anno scopro e apprezzo anche vini da vitigni interspecifici e incroci vari, resistenti alle malattie tipiche della nostra regione, e per questo pensate per una viticoltura biologica. Vini da uve Solaris (Riesling x Pinot Gris), Johanniter (Riesling x Freiburg ibrido), Galotta (Ancellotta x Gamay), Marselan (Cabernet sauvignon x Grenache), Carminoir (Pinot Nero x Cabernet Sauvignon).

Il terzo obiettivo (direi anche raggiunto) credo sia la piacevolezza di un vino. Il concetto di piacevolezza è legato alle sensazioni fruttate, alla morbidezza, al tannino presente ma gentile. Chi vinifica cerca di produrre vini che piacciono non solo a se stessi, ma anche alla maggioranza dei consumatori.

Il quarto obiettivo, di cui ho avuto un netto riscontro soprattutto quest’anno, penso sia nella produzione di un vino di grande qualità che sia pronto subito. Con una produzione di vino limitata, che spesso viene venduta e consumata entro pochi mesi dalla messa in vendita, si cerca di produrre vini da bere subito. Alcuni ci riescono, alcuni ancora tentano.

Il quinto obiettivo, a questo punto, è puro marketing ed è legato alla grafica e all’aspetto delle etichette, che nelle vendite aiuta molto!

grazie a tutti,

prosit,

VF

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