venerdì, novembre 24, 2017
TIciVINO

Il Merlot è un vitigno a bacca nera. È originario della Francia, nella regione del Bordeaux. L’origine del nome la si fa risalire al ‘merlo’ che ama cibarsi di questa particolare uva. In Canton Ticino è arrivato all’inizio del 1900.

Superficie di ettari vitati a MERLOT nel mondo:

  • FRANCIA (2006) – 117’354 ha
  • ITALIA (2004) – 25’615 ha
  • STATI UNITI (2008) – 19’127 ha
  • BULGARIA – 15’250 ha
  • CILE (2007) – 13’283 ha
  • ALTRI PAESI (estimation) – 12’000 ha
  • AUSTRALIA (2008) – 11’038 ha
  • SPAGNA (2008) – 9’200 ha
  • ARGENTINA (2008) – 7’120 ha
  • ROMAIA – 6’750 ha
  • AFRICA DEL SUD (2007) – 6’614 ha
  • NUOVA ZELANDA (2008) – 1’363 ha
  • UNGHERIA – 1’339 ha
  • UKRAINA – 1’100 ha
  • BRASILE (2008) – 1’089 ha
  • SVIZZERA (2008) – 1’018 ha
  • ALGERIA – 1’000 ha
  • Totale – 250’260 ha

1906 – 2006 – CENTO ANNI DEL MERLOT DEL TICINO

La viticoltura in Canton Ticino fu introdotta al tempo dell’Impero Romano, e per duemila anni ha sempre fatto parte dell’economia rurale della società. Le famiglie nobili, i proprietari terrieri, i contadini hanno sempre considerato il vino un alimento indispensabile oltre che una bevanda. Alla fine del 19mo secolo la vigna del Ticino si estendeva su circa 8000 ettari. Il momento storico è importante per la viticoltura, perché proprio nella seconda metà del 1800 tutta l’Europa vitivinicola subisce una devastazione da parte di un insetto parassita, la fillossera, che attacca le piante sia alla radice che sulle foglie, succhiando via la linfa.

foglia attaccata da fillossera:

La Fillossera è un afide che è stato ‘importato’ dall’America nel 1869. Sulle foglie dell vite americana la Fillossera formava delle ‘galle’, come visualizzato nella foto sopra, dentro cui si sviluppava la prole, parte della quale restava sulle foglie e solo in parte scendeva sulle radici. Sulla vite europea, invece, le foglie non venivano attaccate e l’insetto si stabiliva soltanto sulle radici, procurando in poco tempo la morte della pianta.

Quando ci si accorge della resistenza della vite americana a questo insetto, e si inizia a innestare i vitigni classici europei su vite americana, la superficie vitata in tutta Europa si è ridotta in alcune aree fino anche a un decimo della superficie iniziale. Oggi in Ticino la superficie vitata è di circa 1200 ettari, rispetto agli oltre 8000 di 150 anni prima.

Anche il panorama ampelografico è profondamente cambiato. Scompaiono molte varietà autoctone. L’economia rurale è in crisi ed è anche per questo che nel 1902 viene istituita una commissione che possa valutare la situazione e proponga un piano di risanamento. La ‘cattedra ambulante di agricoltura’ viene affidata al professore Alderige Fantuzzi, agronomo italiano, a cui viene affidato anche il compito di studiare nuove varietà che potessero adattarsi bene al territorio e alle condizioni climatiche del Canto Ticino. Fantuzzi esperimenta diversi vitigni tra cui il merlot, vitigno originario della zona del Bordeaux, in Francia.

Il merlot venne vinificato per la prima volta in Ticino nel 1906, con buoni risultati. Nel 1905 nei vivai di Mendrisio si preparano 12’000 barbatelle e nel 1910 si raggiungono le 42’000 unità.

Nel 1915 fu creato l’Istituto Cantonale di Mezzana, la cui direzione fu data proprio a Fantuzzi, a cui si affiancò nel 1916 l’ingegnere agronomo Giuseppe Paleari, e che ben presto sostituì alla guida dell’Istituto e al quale fu affidato il compito della divulgazione del merlot.

Tra il 1921 e il 1932 Paleari continua gli studi sul merlot mettendo a confronto le 3 varietà che sembravano poter ben ambientarsi nel territorio: il Merlot, la Freisa e la Bondola. I risultati confermarono le caratteristiche organolettiche del Merlot come varietà migliore per il Canton Ticino:


alcol vol % acidità gr/litro
Merlot 11.9 6.9
Freisa 10.4 9.6
Bondola 9.6 7.4

Un altro personaggio importante per la viticoltura ticinese fu Giovanni Rossi, consigliere di Stato e anche appassionato di viticoltura, che impiantò a Castelrotto il primo vigneto sperimentale di Merlot. Il vigneto era quello di Vallombrosa, ed è proprio qui che si parla di ‘culla del merlot’.

Dai circa 8000 ettari vitati del 1870 si è passati ai poco più di 1000 ettari dei giorni nostri. Si contano circa 3’800 viticoltori che possiedono in genere piccoli o piccolissime parcelle che coltivano e vinificano nel tempo libero. Di questi pochi hanno scelto la via della viticoltura professionale: si contano una decina di grossi produttori; una cinquantina di medio/piccola grandezza; un centinaio di conferitori, cioè viticoltori che vendono le loro uve alle cantine più grosse.

Il Merlot oggi ricopre poco più dell’80% della superficie vitata del Cantone. il sistema di allevamento è il Guyot, doppio o semplice, con i capi a frutto legati sui fili di ferro ad un’ altezza di 80-90 cm. dal suolo. Questo sistema consente di tenere i grappoli sufficientemente lontani dal terreno e, quindi, di combattere indirettamente la muffa (B. Cinerea); altro vantaggio è quello di disporre la vegetazione sui fili di ferro in modo da sfruttare al meglio l’insolazione.

Nelle valli Leventina, Blenio, Vallemaggia e a Biasca è ancora diffusa l’utilizzazione del sistema a pergola che permette alla vegetazione una migliore esposizione al sole.

Nel Canton Ticino si verificano forti precipitazione (circa 1800 mm. All’anno) distribuite in un breve lasso di tempo. Tuttavia il lungo periodo di insolazione permette la buona maturazione del’uva. La roccia madre sulla quale si è formato il suolo è quasi totalmente di origine cristallina con granito e gneiss; i terreni sono piuttosto acidi e privi di calcare, con un pH variante da 5,5 a 6,5.

In alcune zone del Mendrisiotto si trova invece una roccia calcarea ed un terreno piuttosto alcalino, con un alto contenuto di calcare.

In generale i terreni del Sopraceneri sono leggeri, sabbiosi, permeabili, con un’alto contenuto di materia organica (2%). Alcune regioni del Sottoceneri hanno invece suoli con un elevato contenuto in argilla.

Un problema che sembra essere praticamente risolto è quello della grandine che, specialmente nelle regioni del Mendrisiotto e Malcantone, cade molto frequentemente e dove i premi assicurativi sono molto alti. I sistemi di copertura dei vigneti con reti antigrandine e falde (copertura globale) e con reti a grembiule (copertura localizzata sul filare) permettono la protezione totale del prodotto.

La produzione media decennale cantonale di uve Merlot si aggira attorno ai 55’000 quintali.

La vendemmia inizia in Ticino a fine settembre-inizio ottobre, e viene effettuata in modo scaglionato da regione a regione a dipendenza della ottimale maturazione.

Superficie di ettari vitati a MERLOT nel mondo:

  • FRANCIA (2006) – 117’354 ha
  • ITALIA (2004) – 25’615 ha
  • STATI UNITI (2008) – 19’127 ha
  • BULGARIA – 15’250 ha
  • CILE (2007) – 13’283 ha
  • ALTRI PAESI (estimation) – 12’000 ha
  • AUSTRALIA (2008) – 11’038 ha
  • SPAGNA (2008) – 9’200 ha
  • ARGENTINA (2008) – 7’120 ha
  • ROMAIA – 6’750 ha
  • AFRICA DEL SUD (2007) – 6’614 ha
  • NUOVA ZELANDA (2008) – 1’363 ha
  • UNGHERIA – 1’339 ha
  • UKRAINA – 1’100 ha
  • BRASILE (2008) – 1’089 ha
  • SVIZZERA (2008) – 1’018 ha
  • ALGERIA – 1’000 ha
  • Totale – 250’260 ha

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