domenica, novembre 19, 2017
TIciVINO

TENUTA LUIGINA: UN ASSAGGIO D’ANFORA!

La Tenuta Luigina ci aveva già stupito parecchio con alcuni sui vini già dal suo esordio. La sua Gemma dell’Est 2011, ricordo, un’esplosione di gusto racchiuso in una struttura potente e ricca, sicuramente tra i vini più buoni del nostro Cantone.

Oggi, ancora, ci stupisce per la ricerca, la sperimentazione e l’estro nella produzione dei sui vini. Delle 7’000 bottiglie che producono all’anno da una superficie vitata di circa 2 ettari sparsi in almeno tre località differenti del Mendrisiotto, l’anno prossimo avremo modo di berne almeno un migliaio vinificate e affinate in anfora!

tenuta luigina (9)Eccole le 4 anfore acquistate dall’azienda Tava Ceramiche di Trento che da qualche anno si sta specializzando proprio nella realizzazione di anfore in terracotta per la vinificazione. La terracotta è una sorta di barrique ‘senza legno’, vale a dire che permette la microossigenazione del vino contenuto all’interno, senza l’apporto dei tannini del legno. In questo modo si ottengono vini ancora più intensi di frutto, ma meno duri di tannini forti. Queste anfore contengo circa 300 litri di liquido e sono tutte fatte a mano. Hanno un costo parecchio elevato, circa il doppio di una barrique. Per questo il suo utilizzo è mirato a vini di un certo livello qualitativo, quasi una nicchia! Del resto qui alla Tenuta Luigina non esistono vini semplici. Sono tutti di altissima qualità, sostanza e ricchezza.

tenuta luigina (15)Nella prima anfora, che andiamo ad assaggiare, Ettore ci spiega c’è soprattutto del Cabernet Sauvignon, vendemmiato il 30 settembre 2015 (cioè da 40 giorni) a cui ha aggiunto una piccola quantità di Merlot al fine di colmare e riempire tutta l’anfora. L’uva viene raccolta, diraspata e inserita nell’anfora senza venir pigiata. La fermentazione parte da sola con i lieviti che si trovano sull’acino. Viene utilizzata un po’ di solforosa per poter controllare la fermentazione. In questo momento all’interno c’è del vino e ancora del mosto non completamente svolto. All’assaggio il vino è ancora leggermente dolce, è ancora petillant, è ancora in fermentazione. Gli acini sono ancora interi! Un sorso interessantissimo che prelude ad un vino con un bel tannino importante, quello del Cabernet, e sensazioni fruttate già abbastanza intense.

tenuta luigina (16)Nella seconda anfora, quella di colore più chiaro, c’è tutto Merlot raccolto all’inizio di ottobre in super-sovra-maturazione. Quest’uva è stata fatta fermentare in acciaio inox per una decina di giorni e poi una parte del vino è stato travasato in quest’anfora per l’affinamento e un’altra parte è stata messa in barrique. L’idea è quella di poter confrontare tra un anno l’evoluzione dei due vini. Ettore ci spiega che Tava ceramiche ha prodotto tre anfore specifiche per l’affinamento del vino, realizzate con un’argilla diversa e cotture diverse proprio per ottenere una minor porosità. Una di queste è quella che vediamo qui in quel di Stabio. Il vino contenuto è già molto interessante con un’espressione di frutto quasi violento!

tenuta luigina (19)Nella terza anfora c’è del Viognier. Forse è quella più interessante. L’uva è in macerazione da 70 giorni e ancora si presenta alla beva con sensazioni dolci di mosto. Si percepisce una grande sapidità.

Insomma, che dire, bravi pionieri ticinesi, sperimentatori, azzardatori. Del resto, dico io, quando la materia prima è di grande grande qualità, quando l’uva raccolta è perfetta, quando si lavora bene con attenzione e con passione, anche il vino è meraviglioso, sia che venga vinificato in acciaio, in barrique, o in anfora. Sarà però ancora piû interessante valutare lo stesso merlot che Ettore sta facendo affinare una parte in anfora e l’altra in barrique. Vorrò essere presente al momento del primo confronto!

tenuta luigina (21)Il Modesto 2013, un Cabernet Sauvignon in purezza, vinificato in acciaio e affinato per un anno in barrique. Ettore ne ha prodotte soltanto 600 bottiglie e ci racconta che normalmente usa il Cabernet in assemblaggio col Merlot per la Gemma dell’Est. Questa volta, però, l’uva era talmente bella e il vino è particolarmente interessante che ha voluto imbottigliarlo in purezza. Lo assaggio. Un vino fresco, potente con un tannino importante. Note di frutta matura, il legno porta leggere note di vaniglia e spezie, cuoio, poi ancora sensazioni minerali. Un vino in continua evoluzione. Molta eleganza e grande bevibilità. Gusto e sapidità e soprattutto molta persistenza.

tenuta luigina (20)Mille Petali 2014, bianco di Viognier. Il vigneto è a Vacallo dove sono allevate poco più di 700 piante. Vengono prodotte circa 400 bottiglie. La vinificazione avviene in acciaio con macerazione pellicolare e l’affinamento in barriques per pochi mesi. Non fa malolattica e non viene filtrato. Intense note di frutta matura, fiori, note minerali e sapide, leggera vaniglia ancora abbastanza persistente. Al palato è molto fine e persistente, con un gusto pieno e ricco di mineralità e sapidità. Il prossimo anno assaggeremo il Mille Petali Anfora. Prenoto fin d’ora la mia bottiglia!

Grazie Ettore dell’accoglienza, grazie della degustazione. Ero già una tua fan … riconfermo!

prosit,

Vittoria Fagetti

13 novembre 2015

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1 Comment

  1. enrico 15 agosto 2017 at 8:51

    ho bevuto un Modesto 2013 che mi è piaciuto molto. Complimenti. Se ho capito bene questo vino è tutto Cabernet ?

    Grazie e saluti

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