venerdì, Settembre 18, 2020
TIciVINO

Il BAROLO di BORGOGNO – verticale 2001 – 1937

barolo borgogno 11aLeggo dal sito internet del produttore che Borgogno è tra le più antiche case vinicole di Langa e del Piemonte. Viene fondata nel 1761 da Bartolomeo Borgogno. Una curiosità: nel 1861, anno in cui si realizza l’Unità d’Italia: è proprio il Barolo di Borgogno il vino scelto per accompagnare il pranzo celebrativo dell’unificazione d’Italia ufficiale.

Durante i primi anni del ‘900 nasce la ‘Riserva Borgogno’, parte dei vini delle migliori annate riposa per circa 20 anni nelle cantine prima di essere messo in commercio.

Borgogno rimane di proprietà della famiglia fino al 2008, quando l’azienda viene rilevata dalla famiglia Farinetti e nel 2010 Andrea Farinetti, terminata la scuola enologica, assume la guida dell’azienda. Ma questa è storia recente.

Nel sito internet si parla anche della filosofia aziendale, spiegandbarolo borgogno 10ao che è tutta protesa verso conduzioni dei vigneti più sostenibili, senza usare concimi chimici, senza usare diserbanti, ma solo trattamenti sostenibili. E vinificazioni più naturali, senza usare lieviti selezionati, senza usare enzimi, senza usare mannoproteine. Non è però specificato DA QUANDO è in voga questa filosofia. Dal 2008? dagli anni ‘90? da sempre?

A Barolo Borgogno possiede 5 pregiati cru: LISTE, CANNUBI, FOSSATI, SAN PIETRO DELLE VIOLE, CANNUBI SAN LORENZO.

Ancora leggo nel sito del produttore che “Le pratiche di fermentazione sono sempre le stesse da molti decenni con fermentazioni lunghe, follature e rimontagli a mano. Nell’ arco degli anni si sono affinate le tecniche, che permettono di avere dei vini vivi, veri e puliti, di anno in anno sempre diversi, in quanto si rispettano le caratteristiche dell’annata, ma sempre con quell’inconfondibile impronta di Borgogno dovuta ai lunghi affinamenti nelle grandi botti in Rovere di Slavonia. Secolare consuetudine voluta da Cesare Borgogno nel 1920 è l’accantonamento di circa 20’000 bottiglie di grandi annate di Barolo, per un affinamento che dura minimo dieci anni. Il risultato è l’acquisizione di straordinarie rotondità ed equilibri con preziose e molteplici sfumature di profumi.”

barolo borgogno 33a
barolo borgogno da 2001 a 82 14ada sinistra: annata 2001, 2000, 1999, 1998, 1997, 1996, 1989, 1985 e 1982 nei bicchieri

 

2001: al naso è un vino abbastanza balsamico, con note di pino, di terra, di muschio, a momenti leggero solvente, un po’ di prugna, poi ancora, nel tempo escono note di rosmarino e di rabarbaro. Note minerali, purtroppo senza una vera corrispondenza al palato, in cui si ha subito una sensazione di estrema acidità, quasi citrica, e di evoluzione, un vino quasi maturo che ‘non scalpita’. Tannico, certo. Poi ancora una sensazione finale leggermente amara, con note di brodo e dado. Insomma, un vino che tutti noi abbiamo messo all’ultimo posto delle nostre classifiche.

2000: in questa bottiglia emergono note più chiare, meno chiuse, rispetto al 2001 e soprattutto rispetto al ’99, con sentori minerali di terra, radici, note balsamiche, una sensazione di frutta più dolce, ormai composta di frutta, note di caffè. Al palato c’è più spinta rispetto al 2001. Molta acidità, più calore, più tannino. Un vino che nell’arco della serata esplode nel bicchiere mostrando grande energia, forza, vigore. Note e gusto di frutta composta, MENTA, kirsch, lungo finale, minerale e sapido. Una bottiglia che ho voluto premiare nella mia classifica per l’intensità, l’eleganza e l’equilibrio che ha saputo mostrare nel corso della degustazione.

1999:un vino chiuso con note di polvere, che sono rimaste per tutte le ore che abbiamo avuto il bicchiere colmo. Certo scavando bene abbiamo anche sentito note di spezie orientali soprattutto di cumino. Al palato ha tenuto un profilo un po’ scarno con finale amaro. Un’altra bottiglia penalizzata insieme alla 2001.

1998: un vino che si esprime da subito con note balsamiche, note minerali, note fruttate di lampone, poi un po’ di dolcezza e finalmente in bocca più equilibrio, più rotondità, più lunghezza, più polpa, e molto tannino. Ci piace molto e ci rendiamo conto che gli anni di affinamento portano solo caratteristiche gentili al Barolo di Borgogno!

1997: ecco! finalmente una bottiglia che ci entusiasma molto e subito. Con il ‘97 si incomincia a riconoscere un vino che va verso sensazioni di piacevolezza, con note balsamiche, aperte, lunghe, intense, gentili insieme a note di tamarindo, note di prugna e qualche frutto rosso maturo! In bocca c’è equilibrio, freschezza, morbidezza. È molto buona. Davvero!

1996: ritornano al naso le note chiuse di polvere. Una bottiglia che nel mio bicchiere ricorda molto la ‘99, ma che alcuni di noi esaltano per pulizia, eleganza, bella struttura. Insomma, non ci troviamo molto d’accordo. In effetti troviamo differenze da bicchiere a bicchiere. Strano! possibile?

1989: tutte le bottiglie, e anche questa non fa eccezione, hanno necessità di essere aperte in anticipo e il vino ha bisogno di prendere un po’ d’aria, di respirare prima di mostrarsi come è! Anche l’89 è una bella bottiglia, un vino equilibrato, quasi riconoscibile da subito proprio come nebbiolo. È tannico, fresco, astringente, e molto gustoso, con un finale morbido, delicato, dolce.

1985: 30 anni e il vino ha ancora un bel colore limpido. Siamo entrati nell’olimpo del vino! Al naso e in bocca note di frutta matura, di fragole! Mineralità, equilibrio, estrema pulizia. In quasi nessuna bottiglia abbiamo trovati depositi o precipitazioni. Ci stipisce da subito e migliora nel bicchiere.

1982: una bottiglia straordinaria per complessità e struttura ed eleganza e finezza e ancora per vivacità, forza, vigore, espressione! In continua evoluzione, cambia nel bicchiere, migliora. Bella armonia. Molta freschezza e tannino preciso, austero, lineare. Finale lungo, minerale e morbido.

Conclusioni: Insomma, che dire, dopo tutta questa abbondanza di vini, ancora tutta davanti a noi, perchè non stiamo veramente bevendo. Si degusta, piano piano, si prova e si riprova, si assaggia nell’arco di tutta la serata.

Tutte le bottiglie e le annate degustate si sono presentate con sensazioni olfattive non troppo pulite. La pulizia, la finezza, l’eleganza è arrivata dopo! Ce ne hanno messo di tempo per esprimere forza, vigore, energia, struttura, persistenza! Il vino ha bisogno di stare nel bicchiere, non può essere versato e bevuto in fretta!

Molto terroir e poca frutta! che però in alcuni casi esce con sensazioni delicatissime di succosità e gusto. Che bello! sensazioni e atmosfere che stanno via via scomparendo dal panorama enologico italiano e internazionale. I vini sempre più dolci, sempre più concentrati, sempre piû fruttati ci fanno un po’ dimenticare i vini storici, quelli fatti per piacere in tavola. Un’altra caratteristica evidente è che questo Barolo è un vino gourmand, più buono al palato che al naso, un vino da assaporare in bocca, più che da scandagliare olfattivamente.

Le bottiglie degli anni ‘80 sono molto più cannoni’ delle annate ‘90. Forse, pensiamo, è proprio la sua caratteristica, proprio il suo scopo, quello di sopravvivere nei decenni e continuare ad emozionare. Forse per questo abbiamo riscontrato queste sensazioni di chiusura nelle annate più giovani.

 

classifiche personali:

  • Marco: 1982, 1985, 1996, 1989, 1998, 2000, 1997, 1999, 2001
  • Renato: 1996, 1989, 1998, 1985, 1997, 1982, 2000, 1999, 2001
  • Vittoria: 2000, 1982, 1985, 1989, 1998, 1997, 1996, 1999, 2001
  • Alessandro: 1982, 1985, 1989, 1996, 1998, 1997, 2000, 1999, 2001
  • Emanuele: 1982, 1985, 2000, 1997, 1989, 1996, 2001, 1999
  • Claudio: 1985, 1982, 1989, 1996, 1998, 1997, 2000, 1999, 2001
  • Antonio: 1982, 1985, 1997, 2000, 1989, 1998, 1996, 2001, 1999
  • Lorenzo: 1982, 1996, 1985, 1997, 1998, 2000, 1989, 1999, 2001
  • Umberto: 1996, 1982, 1989, 1985, 1997, 1998, 2000, 2001, 1999
  • Francesco: 1985, 1982, 1989,1999, 2000, 1997, 1996, 1998, 2001

barolo borgogno 3a
barolo borgogno 57 52 37 24ada sinistra: annata 1957, 1952 e 1937 nei bicchieri

Abbiamo poi finito la degustazione con le ultime 4 annate: 1961, 1957, 1952 e 1937.

La ‘61 e la ‘57 purtroppo erano andate ‘oltre’ e invece siamo rimasti sorpresi dalle annate 1952 e soprattutto 1937, vini interessanti e soprattutto ‘ancora vini’ !

Quest’ultima ci ha romanticamente fatto pensare a quel tempo in cui non solo noi tutti non c’eravamo, ma anche molti dei nostri genitori non erano ancora nati! Una strana sensazione, poi, leggere la medaglia con la dicitura ‘vini di regime’!

barolo borgogno 25a

Infine riporto (copio e incollo dal sito del produttore) le schede tecniche delle annate che abbiamo degustato:

2001/2000/1999/1998/1997/1996/1989/1985/1982/1961/1957/1952/1937

1961:

  • Nome prodotto: BAROLO DOC RISERVA 1961
  • Uve: 100% NEBBIOLO
  • Zone produzione: Barolo – Vigneti: Liste, Cannubi, Cannubi San Lorenzo, Fossati, San Pietro delle Viole
  • Densità dell’impianto: 3.500 ceppi per ettaro
  • Epoca di vendemmia: 2-9 ottobre 1961
  • Grado alcolico: 13,50%
  • Scheda tecnica: Annata grande; un’estate molto calda ed asciutta ha consentito il pronto recupero di un lieve ritardo vegetativo primaverile; maturazione dell’uva eccellente; quantitativo abbondante; regolare fermentazione e macerazione a cappello sommerso; svinatura negli ultimi giorni di novembre; invecchiamento: due anni in vasca di cemento ed oltre tre anni in botte grande di rovere di Slavonia; imbottigliamento: luglio 1967.

1982:

  • Nome prodotto: BAROLO DOCG RISERVA 1982
  • Uve: 100% NEBBIOLO
  • Zone produzione: Barolo – Vigneti: Liste, Cannubi, Cannubi San Lorenzo, Fossati, San Pietro delle Viole
  • Densità dell’impianto: 3.500 ceppi per ettaro
  • Epoca di vendemmia: 4-12 ottobre 1982
  • Grado alcolico: 13,50%
  • Scheda tecnica: Causa il protrarsi dell’inverno, il ciclo vegetativo era iniziato leggermente in ritardo rispetto alla media, ma ben presto si era riportato alla normalità. La primavera era stata mite, con alcune recipitazioni nel mese di maggio, che però non avevano determinato alcuna conseguenza negativa. Un’estate calda e piuttosto secca, come un settembre caratterizzato da temperature abbastanza elevate, avevano creato le condizioni ideali per un’eccellente maturazione dell’uva; fermentazione regolare con macerazione a cappello sommerso; svinatura a fine novembre; invecchiamento: un anno in vasche di cemento e cinque anni in botti di rovere di Slavonia di capacità medio/grande; imbottigliamento: fine aprile 1988.

1985

  • Nome prodotto: BAROLO DOCG RISERVA 1985
  • Uve: 100% NEBBIOLO
  • Zone produzione: Barolo – Vigneti: Liste, Cannubi, Cannubi San Lorenzo, Fossati, San Pietro delle Viole
  • Densità dell’impianto: 3.500 ceppi per ettaro
  • Epoca di vendemmia: 14-21 ottobre 1985
  • Grado alcolico: 13,50%
  • Scheda tecnica: Annata regolare dal punto di vista climatico e termico; la stabilità del tempo aveva poi accompagnato la vendemmia fino alla fine, consentendo di ottenere vini di grande qualità; fermentazione regolare con macerazione a cappello sommerso; svinatura a metà novembre; invecchiamento: quattro anni in botte grande di rovere di Slavonia; imbottigliamento: settembre 1989.

1996

  • Nome prodotto: BAROLO DOCG RISERVA 1996
  • Uve: 100% NEBBIOLO
  • Zone produzione: Barolo – Vigneti: Liste, Cannubi, Cannubi San Lorenzo, Fossati, San Pietro delle Viole
  • Densità dell’impianto: 4.000 ceppi per ettaro
  • Epoca di vendemmia: dal 26 settembre al 10 ottobre 1996
  • Grado alcolico: 13,50%
  • Scheda tecnica: L’anno 1996, dal punto di vista climatologico, è stato imprevedibile. La prima parte della primavera è stata caratterizzata da tempo instabile: il bel tempo a maggio e giugno ha consentito uno sviluppo vegetativo ottimale. L’estate altalenante nella prima parte, è stata seguita da un ottimo settembre, asciutto e stabile che ha determinato un’ottima maturazione dell’uva. Fermentazione regolare con macerazione a cappello sommerso; svinatura: da fine ottobre a metà novembre; invecchiamento: quattro anni in botte grande in rovere di Slavonia; imbottigliamento: maggio 2000.

1997

  • Nome prodotto: BAROLO DOCG RISERVA 1997
  • Uve: 100% NEBBIOLO
  • Zone produzione: Barolo – Vigneti: Liste, Cannubi, Cannubi San Lorenzo, Fossati, San Pietro delle Viole
  • Densità dell’impianto: 4.000 ceppi per ettaro
  • Epoca di vendemmia: dal 26 settembre al 10 ottobre 1997
  • Grado alcolico: 13,50%
  • Scheda tecnica: L’anno 1997 è stato caratterizzato da condizioni climatiche con un andamento del tutto eccezionale. Da gennaio fino a maggio si è evidenziata l’assoluta assenza di precipitazioni, con qualche gelata a diradare una produzione che è apparsa da subito abbondante. Poi qualche temporale, a sollevare i terreni dall’arsura. Tempo variabile a giugno, con un luglio caldo ma con frequenti rovesci temporaleschi. Lo stesso andamento climatico si ripete per le prime due decadi di agosto. Infine più nulla, solo bel tempo e sole caldo fino a novembre; fermentazione regolare con macerazione a cappello sommerso; svinatura: a partire da fine settembre; invecchiamento: quattro anni in botte grande in rovere di Slavonia; imbottigliamento: maggio 2002.

1998

  • Nome prodotto: BAROLO DOCG RISERVA 1998
  • Uve: 100% NEBBIOLO
  • Zone produzione: Barolo – Vigneti: Liste, Cannubi, Cannubi San Lorenzo, Fossati, San Pietro delle Viole
  • Densità dell’impianto: 4.000 ceppi per ettaro
  • Epoca di vendemmia: dal 28 settembre al 12 ottobre 1998
  • Grado alcolico: 13,50%
  • Scheda tecnica: Annata ottima caratterizzata da un buon andamento climatico. L’inverno freddo e con brevi precipitazioni nevose è stato seguito da una primavera ricca di piogge. L’estate è stata caratterizzata da clima caldo e secco per quasi tutta la sua durata: questo ha determinato un’ottima maturazione dell’uva. I mesi di settembre e ottobre, con le temperature calde di giorno e fresche di notte, hanno favorito la raccolta. Fermentazione regolare con macerazione a cappello sommerso; svinatura: a partire da fine settembre; invecchiamento: un anno in vasche di cemento e tre anni in botte grande in rovere di Slavonia; imbottigliamento: aprile 2003.

1999

  • Nome prodotto: BAROLO DOCG RISERVA 1999
  • Uve: 100% NEBBIOLO
  • Zone produzione: Barolo – Vigneti: Liste, Cannubi, Cannubi San Lorenzo, Fossati, San Pietro delle Viole
  • Densità dell’impianto: 4.000 ceppi per ettaro
  • Epoca di vendemmia: dal 28 settembre al 12 ottobre 1999
  • Grado alcolico: 13,50%
  • Scheda tecnica: Inverno regolare con buone precipitazioni nevose da gennaio a marzo, che hanno ricostituito le scorte idriche. Primavera regolare con qualche precipitazione ed inizio del germogliamento in leggero ritardo rispetto alla media degli ultimi anni. Giugno molto caldo e soleggiato, intervallato da alcuni fenomeni temporaleschi. Estate con temperature nella norma sino a fine luglio. Agosto si è rivelato in maniera anomala rispetto alla stagione, con condizioni climatiche molto variabili, giornate coperte e valori termici massimi contenuti. Fortunatamente a settembre il tempo è tornato al bello, e ciò ha permesso alle varietà medio tardive di proseguire nella maturazione, raggiungendo livelli di ottima qualità nella vendemmia.Fermentazione regolare con macerazione a cappello sommerso; svinatura: prima decade di novembre; invecchiamento: sei mesi in acciaio, due anni in vasche di cemento e due anni in botti di rovere di Slavonia; imbottigliamento: giugno 2004.

2000

  • Nome prodotto: BAROLO DOCG RISERVA 2000
  • Uve: 100% NEBBIOLO
  • Zone produzione: Barolo – Vigneti: Liste, Cannubi, Cannubi San Lorenzo, Fossati, San Pietro delle Viole
  • Densità dell’impianto: 4.000 ceppi per ettaro
  • Epoca di vendemmia: prima decade di ottobre 2000
  • Grado alcolico: 13,50%
  • Scheda tecnica: Annata caratterizzata da un inverno con scarse precipitazioni nevose, seguito da una primavera particolarmente piovosa. L’estate è stata caratterizzata da bel tempo con temperature elevate le quali hanno favorito la maturazione dell’uva. La prima parte di settembre è stata particolarmente piovosa mentre la seconda metà di settembre e il mese di ottobre sono stati caldi e con temperature favorevoli soprattutto per le varietà tardive.Fermentazione regolare con macerazione a cappello sommerso; svinatura: prima decade di novembre; invecchiamento: un anno in vasche di cemento e tre anni in botti grandi in rovere di Slavonia; imbottigliamento: aprile 2005.

2001

  • Nome prodotto: BAROLO DOCG RISERVA 2001
  • Uve: 100% NEBBIOLO
  • Zone produzione: Barolo – Vigneti: Liste, Cannubi, Cannubi San Lorenzo, Fossati, San Pietro delle Viole
  • Densità dell’impianto: 4.000 ceppi per ettaro
  • Epoca di vendemmia: 05-18 ottobre 2001
  • Grado alcolico: 13,50%
  • Scheda tecnica: Un inverno piuttosto piovoso con temperature superiori alle medie stagionali ha contribuito, a partire dal mese di marzo, ad un germogliamento anticipato. Inizio primavera regolare, con un periodo di instabilità ad aprile, con il verificarsi di alcuni temporali. A maggio il tempo si è ristabilito, con temperature abbastanza elevate durate sino ad inizio settembre. Successivamente la situazione è mutata e la zona è stata caratterizzata da un progressivo abbassamento delle temperature e da alcune precipitazioni, che hanno rallentato la maturazione delle varietà medio tardive, ma hanno consentito il mantenimento dell’acidità su valori molto interessanti. Fermentazione regolare, non è stata fatta macerazione a cappello sommerso; svinatura: primi di novembre; invecchiamento: un anno e mezzo in acciaio, due anni in vasche di cemento e due anni in botti grandi di rovere di Slavonia; imbottigliamento: fine aprile 2006.

prosit,

Vittoria Fagetti

barolo borgogno 1937 21a
barolo borgogno 1957 19a
barolo borgogno 2001-96 1a
barolo borgogno 2001 al 96 8a
barolo borgogno 28a

20 ottobre 2014

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